Dal loro punto di vista l'esperimento ha funzionato: morti, devastazioni del territorio, paura sociale e caos. Impulsi a microonde hanno preceduto la formazione del ciclone che ha sconquassato adesso la Sardegna. Qualche giorno prima del disastro pianificato a tavolino dagli alleati di Washington sotto l’ombrello Nato, l' attività di irrorazione chimica a bassa quota nel cielo con alluminio e bario ha reso l’aria estremamente elettroconduttiva.
I velivoli usati per la nebulizzazione in Sardegna sono decollati dall’aeroporto militare della Nato di Decimomannu a Cagliari. La disamina dei tracciati radar (mese di novembre 2013) ha escluso il coinvolgimento di aerei di linea commerciali nell'attività di nebulizzazione dei centri abitati.
Le prove ufficiali di questi disastri di origine artificiale che sfruttano le forze della natura per distruggere la vita, e gli insediamenti umani, sono altresì contenute nei documenti ufficiali dell’US AIR Force ("La conquista del clima entro il 2025"), nelle pubblicazioni della Nasa e nei manuali operativi del Pentagono (pubblicati anche su questo diario internautico a più riprese).

E’ anche vero che ufficialmente almeno 6 milioni di persone in Italia vivono in aree sottoposte a dissesto idrogeologico. Ma proprio su questa fragilità geomorfologica sono stati innestati gli esperimenti bellici, proprio per avere una copertura, un utile paravento, poiché ci sarà sempre l'italidiota di turno che obietterà qualche precedente storico.
Per la cronaca: l'ennesima emergenza come quella del terremoto di Messina che dura dal 1908: in quella popolosa città, infatti, ben 13 mila persone, compresi i bambini, sopravvivono oggi nelle baracche (spesso foderate con amianto cancerogeno) risalenti al sisma di un secolo fa.
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