Quello che più mi preme in questo momento storico
è opporre RESISTENZA a questa cultura mediatica e capitalistica a cui ci vogliono assuefare!
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#ORA

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"L'essere umano è un sistema di informazione e di conseguenza può essere guarito attraverso informazioni"
Erich Körbler

Un'informazione ricevuta in tempo utile cambia il percorso di un'intera vita
mariacristina

domenica 27 settembre 2026

Elettrocultura

 

 L'elettrocultura (o elettrocoltura) è una pratica agricola che mira a stimolare la crescita, la salute e la produttività delle piante sfruttando l'elettricità atmosferica e il magnetismo terrestre. Chi la promuove sostiene che, incanalando queste energie naturali, sia possibile ottimizzare il metabolismo vegetale ed eliminare l'uso di concimi chimici o pesticidi.


Come funziona (secondo i sostenitori)La tecnica si basa sull'installazione di piccoli dispositivi nel terreno per captare i campi magnetici ed elettrici circostanti. I metodi più comuni includono:Antenne in rame: Bastoncini di legno avvolti da una spirale di filo di rame puro (solitamente al 99,9%), inseriti nel terreno vicino alle radici..Piramidi: Strutture geometriche posizionate sopra le piante o usate per "caricare" i semi prima della semina.Orientamento magnetico: Allineamento dei filari o dei supporti seguendo i poli magnetici terrestri (Nord-Sud).


Benefici Dichiarati I sostenitori dell'agricoltura energetica attribuiscono all'elettrocultura diversi vantaggi:Crescita accelerata: Tempi di germinazione e sviluppo ridotti.Resistenza naturale: Piante più forti contro parassiti, malattie e sbalzi termici.Sostenibilità: Azzeramento dei costi per fertilizzanti e trattamenti artificiali.

IL LIMONE UCCIDE LE CELLULE TUMORALI

 Uno dei primi dottori radiati in Italia, Tullio Simoncini, curava i tumori con bicarbonato e limone ... Nessuno sa chi è, come se non fosse mai esistito. E invece è esistito e grazie alle sue informazioni... qualcuno si è salvato la Vita. 
Un'informazione ricevuta in tempo utile può cambiare il percorso della tua vita. 
Ci sono informazioni che aprono porte che il padrone vuole che rimangano chiuse...

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Il limone (Citrus) è un prodotto miracoloso per uccidere le cellule tumorali. Essendo 10.000 volte più forte della chemioterapia.
Perché non ne sappiamo nulla? Perché ci sono laboratori interessati a creare una versione sintetica delle sostanze naturali, traendone enormi profitti, rivendendo i loro prodotti sotto nomi diversi a prezzi esagerati.

Il succo di limone è utile nel prevenire la malattia. Il suo sapore è gradevole e non produce gli effetti terribili della chemioterapia. L'albero di limone è noto per la sua varietà di limoni e limette. Si può mangiare il frutto in diversi modi: si può mangiarne la polpa, premere il succo, preparare bevande, sorbetti, pasticcini, ecc .. E 'merito di tante virtù, ma la più interessante è l'effetto che produce su cisti e tumori.

Questa pianta è un rimedio provato contro i tumori di tutti i tipi. E 'considerato anche come uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e funghi, efficace contro i parassiti interni e vermi, regola la pressione sanguigna troppo alta, è un antidepressivo, combatte lo stress e disturbi nervosi.

La fonte di queste informazioni è affascinante: si tratta di uno dei più grandi produttori di droga nel mondo, dice che dopo più di 20 test di laboratorio dal 1970, gli estratti hanno rivelato che: distrugge le cellule maligne in 12 tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas ...

I composti di questo albero hanno dimostrato 10.000 volte meglio del prodotto Adriamicina, un farmaco chemioterapico normalmente utilizzato in tutto il mondo, rallentando la crescita delle cellule tumorali.
E, cosa ancora più sorprendente: questo tipo di terapia con estratto di limone distrugge solo le cellule tumorali maligne e non influisce sulle cellule sane.

Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Causa Street, Baltimora, MD1201

http://buongustando.blogspot.it/2011/11/il-limone-la-medicina-naturale-per.html

Leggi anche: http://www.italianbloggers.it/34307/i-poteri-del-limone-contro-il-cancro-e-i-batteri/

 

 

giovedì 3 settembre 2026

Quando Dio era femmina: le madri di tufo e il segreto di Capua

 Il 9 settembre 1943 un violento bombardamento aereo si abbatté su Capua, riducendola a un ammasso di rovine. Il Museo Campano di Palazzo Antignano, definito dal grande archeologo Amedeo Maiuri «il più significativo della civiltà italica della Campania», seguì la sorte di molti altri edifici rasi al suolo. Fortunatamente tutte le collezioni erano state preventivamente messe al sicuro e custodite dal direttore, Luigi Garofano Venosta, e così potettero essere salvate. Un patrimonio della memoria e della nostra identità collettiva: tra le gemme sottratte alla devastazione e all'oblìo v'erano le Matres Matutae, sculture in tufo raffiguranti donne sedute con in grembo uno o più bambini in fasce: lo scrigno più singolare e potente del Museo Campano.

Possiamo solo immaginare lo stupore degli archeologi che quasi due secoli fa si imbatterono nelle Madri di tufo. Perché quelle Madri erano la testimonianza di un culto antichissimo, celebrato dalle grandi civiltà del passato e radicato soprattutto nel bacino mediterraneo. I resti di una grande ara votiva con fregi architettonici e iscrizioni in lingua osca vennero alla luce nel 1845, accidentalmente, durante uno scavo eseguito per lavori agricoli in località Petrara, in un fondo appartenente all'architetto Carlo Patturelli. In quell'occasione cominciarono a riemergere dalla terra anche decine di Madri scolpite, le Matres Matutae dell'antica Capua. Dal 1873 al 1887 si effettuarono nuove ricerche, stavolta con finalità archeologiche: vennero così definitivamente alla luce numerose statue in tufo riproducenti quasi tutte una donna seduta con uno o più bambini tra le braccia, a riprova della presenza, in quel luogo, di un tempio antichissimo. Ma una Madre differiva da tutte le altre: invece di reggere un neonato tra le braccia aveva nella mano destra un melograno (l'ultimo frutto della stagione, che alla maturazione si spaccava lasciando scorgere i suoi semi) e nella sinistra una colomba, simboli della fecondità e della pace. Lei, e solo lei, doveva rappresentare qualcosa di diverso: la vera dea tutelare del tempio dedicato alla maternità. La dea era la Mater Matuta, antica divinità italica dell'aurora e della nascita e le Madri rappresentavano altrettanti ex voto; un'offerta propiziatoria ma anche un simbolo di gratitudine per la concessione del sommo bene della fecondità.

Le statue in tufo delle Matres, dunque, furono trovate attorno ai resti di una grande ara: un templum orientato secondo i quattro punti cardinali e dedicato, si pensa, alla Grande Madre, la Dea Italica preromana risalente al matriarcato: un culto antichissimo (le tracce condurrebbero al 1.500 a.C.) che nella mitologia greca si identifica con Leucotea e in quella romana viene identificata con Cerere, dea della crescita, con riferimento alla fertilità non solo della donna ma anche della terra (e non c'è da stupirsi che un tempio dedicato alla Dea Madre sorgesse a Capua, capitale della feconda Campania Felix). Un meraviglioso labirinto di culti e di civiltà lontane: su tutto questo, la figura imperiale e maestosa della Mater Matuta (o propizia) chiamata anche Grande Madre o Dea Bianca, nell'antica Roma onorata con una festa - i Matralia - che veniva celebrata l'11 giugno.

Nel 1930 Amedeo Maiuri - nominato, nel 1924, sovrintendente alle Antichità di Napoli e del Mezzogiorno, e anche direttore del Museo Archeologico di Napoli - richiamò sulle sculture ritrovate a Capua l'attenzione degli studiosi di tutto il mondo. Germogliarono, così, nuovi studi e nuove ricerche sulle Madri oggi custodite, come il più prezioso dei tesori, nel Museo di Capua. Le Madri formano un complesso unico nel suo genere e un raro documento in Campania di scultura pre-imperiale: memoria di pietra e testimonianza di un culto con il quale gli antichi campani onoravano il mistero della vita considerando la maternità come un dono divino e avvolgendo di spiritualità l'evento della nascita ritenendolo cosa sacra, come tutto ciò che di vitale esce dal seno della natura.

Cronologicamente, le Matres Matutae di Capua si collocano in un arco di tempo che va dal VI al II sec. a.C. Ma il VI secolo, avvertono gli esperti, non può essere considerato il periodo di inizio, poiché alcuni esemplari posseduti sono da attribuirsi ad epoche precedenti, paragonando la loro arcaicità a quella dei monumenti preistorici, tali da essere definiti i prodotti più ingenui della scultura di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

«I più antichi culti conosciuti dall'umanità furono tributati a una Grande Dea, Madre della natura e degli uomini», scrisse Jean Varenne, orientalista e storico delle religioni, tra i più importanti studiosi delle religioni dei popoli indoeuropei. Tra i prodotti più singolari della scultura di tutti i tempi, le matres di Capua sono simulacri votivi raffiguranti donne sedute, rivestite da una tunica o un lungo mantello e che reggono in braccio e sul grembo uno o più bambini in fasce. Ciascuna di queste donne offre sé stessa e la sua prole alla divinità tutelare nel tempio, la Grande Madre. Le matres più prolifiche sono rappresentate con dodici figli ciascuna. Tre, invece, sono accovacciate, forse in procinto di partorire. Alcune sono scolpite con forme più primitive, altre meglio definite e in migliore stato di conservazione.

PE LA MAIELL !

PE LA MAIELL !
LA MIA MAIELLA : REGINA MAESTOSA DELLA MIA TERRA !!! URLA STOP scie chimiche!!! Vasto (CH) Abruzzo Italia Europa Mondo 14 gennaio 2014 ore 15.00