Quello che più mi preme in questo momento storico
è opporre RESISTENZA a questa cultura mediatica e capitalistica a cui ci vogliono assuefare!
LEGALIZZIAMO LA LIBERTA'!!! CIELI LIBERI! TERRA LIBERA! MARE LIBERO!
#ORA

QUESTO BLOG VUOLE ESSERE UN ATTO DI RESISTENZA ARTISTICA A QUESTA GUERRA SILENZIOSA FATTA DI INFORMAZIONI FAKE CHE CREANO REALTA' FAKE

LA VERITA' PRIMA DI OGNI ALTRA COSA IN QUESTO REGNO.

"L'essere umano è un sistema di informazione e di conseguenza può essere guarito attraverso informazioni"
Erich Körbler

Un'informazione ricevuta in tempo utile cambia il percorso di un'intera vita
mariacristina

domenica 27 marzo 2022

#27 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

Quando siamo capaci di amare noi stessi, stiamo già proteggendo e nutrendo la società. Quando siamo capaci di sorridere, quando siamo in pace, in quel momento c’è un cambiamento nel mondo.”
Thich Nhat

Non esiste nessun motivo per il quale aumentino gas e carburanti, si tratta di impoverimento programmato.
Mary

Il totalitarismo inizia sempre con l’ipnosi di massa
Roberto

Se i culi dei potenti italiani fossero di carta vetrata i giornalisti in gran maggioranza sarebbero senza lingua.
Ennio

La cosa interessante, delle persone intelligenti, è che sembrano pazze alla gente stupida.
Nikola

Una delle azioni più potenti che potete compiere per imprimere una svolta a questo mondo burrascoso è levarvi in piedi e mostrare la vostra anima. In tempi oscuri, un'anima risplende come oro, sulla tolda.
Clarissa

L'attesa del domani che sciupa l'oggi è il più grande ostacolo al vivere.
Lucio

Le persone potrebbero imparare dai propri errori se non fossero così occupate a negarli.
Carl

Gli alberi non tradiscono, non odiano, irradiano solo felicità e amore. Ecco perché l'uomo stando vicino agli alberi, avverte una corrente positiva e rigeneratrice.
Romano

La vera amicizia resiste al tempo, alla distanza e al silenzio.
Isabelle

Se si ama veramente la natura si trova la bellezza ovunque.
Vincent

Un giorno ti renderai conto che le coppie non s’incontrano per caso: una coscienza sovrumana le unisce secondo disegni prestabiliti.
Alejandro

Sono un’ottimista per natura, concepisco sempre l’idea piacevole prima di quella deprimente.
Ruth

L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.
William


#1  LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

https://attivissimavasto.blogspot.com/2019/04/la-coscienza-collettiva-vibra.html 

#2 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#3 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#4 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#6 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#7 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#8 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#9 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!


#23 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

giovedì 17 marzo 2022

Mio figlio, il re dei metalli della Dr. Amy Holmes

 Mio figlio, il re dei metalli

della Dr. Amy Holmes

La Dr. Amy Holmes e suo marito Charlie sono i genitori di Mike, nato nel 1994, il cui autismo ha portato Amy a diventare un medico DAN! e a focalizzare i suoi sforzi a ricercare il ruolo del mercurio nel causare sintomi autistici. La famiglia vive in Louisiana. Questa storia è stata scritta nell'Ottobre del 2002.

Una volta ero un medico "molto tradizionale". Seguivo alla lettera i libri. Mi era stato insegnato che "se non è un farmaco, non funziona" e che "i genitori non sanno assolutamente niente". E io ci credevo.
Dopo 15 anni di cure per la fertilità, ebbi il mio primo ed unico bambino, Mike. Alla nascita era un bambino normale e tranquillo. A sei mesi era un bambino molto felice. Aveva anche, per un neonato, delle capacità molto buone, se non eccezionali, di socializzazione. Ad un anno diceva da 20 a 25 parole e il suo sviluppo era normale in ogni senso. Ma intorno ai 15-16 mesi d'età, incominciò ad "andarsene". Questo si notò soprattutto dalla scomparsa del suo contatto oculare. Guardando le sue foto di allora si riesce a vedere chiaramente questa regressione. Si trasformò da un bambino amorevole e socievole in uno non più affettuoso, insensibile, confuso. Cominciò a trattare me e mio marito Charlie come dei mobili e avrebbe trascorso le sue ore tenendo in mano e guardando fissamente due foglie. Charlie ed io sapevamo che gli era successo qualcosa in un breve intervallo di tempo, ma non sapevamo cosa fosse. Cominciammo il nostro viaggio per trovare una risposta, e quando finalmente la scoprimmo ne rimanemmo shoccati. Portammo Mike dal suo pediatra che ci disse semplicemente "I maschietti parlano più tardi". Non ci diede alcuna spiegazione del perchè Mike aveva cominciato a parlare e poi aveva smesso. Alla fine andammo da un neuropsichiatra infantile della nostra zona e a Mike fu diagnosticato un autismo "grave" - non semplicemente autismo, un caso estremo di autismo. Il neuropsichiatra infantile ci suggerì di provare un certo numero di diversi trattamenti, come logopedia, ABA e psicofarmaci, ma lui stesso aggiunse che questi trattamenti non sarebbero stati di troppo aiuto. Come potete immaginare, questo fu davvero difficile da accettare per me e Charlie: primo, ci veniva detto che nostro figlio aveva un caso grave di autismo e, secondo, veniva aggiunto che poteva essere fatto molto poco per aiutarlo. (Ora so che, sfortunatamente, la nostra situazione non era unica - molte famiglie sono proprio ora nella stessa situazione)
Seguimmo gli scoraggianti consigli del neuropsichiatra e provammo anche ulteriori trattamenti, come play therapy, Floor time, integrazione auditiva, terapia occupazionale e alcuni interventi biomedici/nutrizionali come IVIg, dieta senza glutine e caseina, vitamina B6 con magnesioe dimethylglicina (DMG). Notammo dei miglioramenti con questi interventi, ma Mike era ancora gravemente autistico. Eravamo disperati - Mike aveva 3 anni e 1/2 (Marzo del 1999) e ancora non parlava.
Sentii di un bravissimo medico di Baton Rouge, in Lousiana, la Dr. Stephanie Cave; le portai Mike e lei gli prescrisse diversi test previsti dal protocollo DAN!, compreso un test per i metalli tossici nei capelli. Sorprendentemente Mike aveva nei suoi capelli livelli molto alti di piombo. Mio marito ed io cominciammo a pensare che Mike soffrisse di avvelenamento da piombo. E' importante, a questo punto, sottolineare che il mercurio non era stato invece trovato; discuteremo questo più dettagliatamente in seguito.Cominciammo così il percorso standard per rimuovere il piombo dal corpo di Mike.Questo significava somministrargli il DMSA (Chemet) per 2 settimane e 1/2, In brevissimo tempo notammo un miglior linguaggio recettivo e maggiore attenzione. Mike inoltre era meno "isolato". Capimmo che eravamo sulla strada giusta, anche se non sapevamo esattamente dove questa strada ci avrebbe portato. Nei successivi 4 mesi non vedemmo alcun ulteriore miglioramento in Mike e ovviamente volevamo molto di più. Ripetemmo il ciclo di 2 settimane e 1/2 di DMSA, poi gli lasciammo crescere i capelli. Questa volta i livelli di piombo erano molto più bassi, anche se erano ancora inaccettabili. Cosa interessante il livello di mercurio era estremamente alto, ma in quel periodo della nostra vita eravamo focalizzati sul piombo. Sebbene Mike stesse andando lentamente meglio, era ancora del tutto autistico. Mi rendevo conto che mancava qualcosa, ma non sapevo cosa fosse. Rividi allora tutti i risultati dei test di Mike e l'alto livello di mercurio nei capelli cominciò a farmi pensare. Sapevo che il mercurio era altamente neurotossico, e sapevo che molti vaccini contengono il conservante thimerosal. Decisi di conteggiare tutto il mercurio cui Mike era stato esposto con le vaccinazioni, non considerando altre possibili fonti di mercurio, come il pesce. Quando lo feci, scoprii che aveva ricevuto 212,5 mcg di mercurio, quantità che superava ogni standard governativo per l'esposizione al mercurio negli adulti.
Allora nè io, nè altri sapevamo ancora cosa era accaduto a Mike. Dal momento che era stato esposto a quantità così alte di mercurio, perchè il suo primo test sui capelli non indicava un alto livello di mercurio? Perchè invece le successive analisi, eseguite dopo il trattamento con DMSA, indicavano un alto livello di mercurio? Non conobbi la risposta a queste domande se non dopo qualche altro anno.
Sapevo comunque quale sarebbe stato il nostro passo successivo: far uscire il mercurio dal suo corpo. Mike aveva ora 4 anni e 1/2, non aveva linguaggio espressivo, si autostimolava continuamente e raramente interagiva socialmente. Il livello del suo linguaggio era minore di quello di un bambino di 2 anni ed era anche indietro nel cognitivo e nelle abilità fino motorie. L'unica cosa al livello giusto per l'età erano le capacità grosso motorie. Inoltre il suo quoziente dello sviluppo (DQ) era 58, punteggio che indicava moderato ritardo mentale.
Con l'aiuto e il supporto della Dr. Cave, seguii il protocollo DAN!. Ripulimmo l'intestino di Mike in quanto era pieno di Candida e Clostridium (batteri) e gli demmo anche numerosi supplementi. Facemmo poi un test di provocazione con DMSA e fuoriuscì il mercurio. Un'analisi delle feci evidenziò poi che stava espellendo grandi quantità di mercurio e di diversi altri metalli. Scoprimmo così che il nostro piccolo era "il re dei metalli". Decidemmo di intraprendere un energico programma di chelazione. In pochissimo tempo le capacità sociali e cognitive di Mike cominciarono a migliorare notevolmente, mentre i suoi comportamenti autostimolatori diminuirono fino a scomparire. Quando Mike compì 5 anni e 7 mesi lo facemmo rivalutare dallo stesso psicologo dello sviluppo: in soli 13 mesi aveva recuperato 20 mesi nel linguaggio e 21 nel cognitivo. Il suo DQ era ora 80, un aumento di 22 punti. Non solo Mike aveva cominciato a svilupparsi, ma stava anche, lentamente, raggiungendo i livelli tipici della sua età. Come potete immaginare, mio marito ed io eravamo incredibilmente entusiasti.
Nel luglio del 2001, a 6 anni e 8 mesi, Mike non aveva più i criteri per l'appartenenza al disordine dello spettro autistico. Il suo linguaggio recettivo, le capacità cognitive e le abilità fini e grosso motorie erano a livello dell'età. Hurrà! Hurrà! Hurrà! Rimane comunque di 2 anni indietro nel linguaggio espressivo e in rare occasioni gli piace ancora autostimolarsi.
Mike ha ora un grave disordine da deficit dell'attenzione: Non ha problemi nel seguire quando è interessato a qualcosa, ma le cose che non lo interessano non riescono a catturare ancora del tutto la sua attenzione. Legge al livello della sua età e , ci crediate o no, è un portento in matematica. Partecipa a brevi conversazioni, gioca talvolta con gli altri bambini e gli piace andare in bicicletta e in scooter. Ha problemi soprattutto nello stare attento in classe e un'insegnante di sostegno lo aiuta nella lettura e nel linguaggio. E' ancora difficile per lui rimanere focalizzato su un compito.
Inizialmente la Dr, Cave ed io pensavamo che Mike fosse il solo con un tale livello alto di mercurio, ma, all'incirca nello stesso periodo, Sallie Bernard, Lyn Redwood ed altri cominciarono a discutere in modo molto convincente del fatto che il mercurio è una dei maggiori fattori a causare l'autismo. A quel punto, la Dr Cave ed io capimmo che Mike era solo uno di tanti, tanti, tanti bambini.
Dal Febbraio del 2000 ho iniziato a lavorare con la Dr. Cave. Il nostro obiettivo principale è trattare soggetti con disordine dello spettro autistico che abbiano test di laboratorio che evidenziano tossicità al mercurio. Seguiamo fondamentalmente il protocollo DAN!. Lavoriamo prima per ripulire l'intestino e ci chiediamo quali supplementi nutrizionali possano servire a questi pazienti. Dopo aver fatto questo, somministriamo DMSA da solo finchè il mercurio non viene espulso dal loro corpo; diamo poi DMSA con acido lipoico per rimuovere il mercurio dal cervello. Raccogliamo inoltre tutti i dati per imparare quanto più possiamo sull'efficacia del protocollo DAN!. Abbiamo verificato che i bambini più piccoli rispondono meglio e raggiungono migliori risultati rispetto ai bambini più grandi e agli adulti. In altre parole, prima il mercurio viene rimosso dai loro corpi e dai loro cervelli, migliore è la prognosi. Inoltre, quelli che alla nascita erano normali e poi sono regrediti nell'autismo vanno molto meglio di quelli che erano diversi già alla nascita.
Nel 2002 condussi uno studio che aiutò a comprendere la relazione tra mercurio e autismo. Con l'aiuto dei Dr. Bernard Rimland e di Steve Edelson dell'Autism Research Institute riuscii ad ottenere le ciocche dei primi capelli che le mamme usano tagliare ai loro piccoli da bambini normali di tutto il paese. Paragonai i livelli di mercurio in questi campioni rispetto ai livelli riscontrati nei capelli dei bambini con disordine dello spettro autistico. Secondo il Dr. Boyd Haley dell'Università del Kentucky ciò ha fornito una chiara evidenza che molti bambini autistici non riescono ad espellere il mercurio dai loro corpi. Un esempio eccellente potrebbe essere mio figlio, Mike, la cui prima analisi del capello non indicava alcun livello di mercurio. Una volta che invece ha iniziato ad assumere il DMSA, il mercurio è fuoriuscito dal suo corpo.
Ho verificato inoltre che, molto più spesso rispetto alle altre madri, le mamme dei bambini autistici hanno numerose amalgame dentarie al mercurio e ricevono molto più spesso l'iniezione RhoGAM (somministrata alle donne incinta con Rh negativo), che contiene mercurio. Fortunatamente, secondo l'edizione del 2002 del Phisician's desk reference , il RhoGAM e tutte le altre Rho D immunoglobuline non contengono più mercurio..
Mike non è l'unico bambino autistico che è migliorato. Ho infatti ottenuto spesso risultati ancora migliori dei suoi con altri miei pazienti. Più piccolo è il bambino quando iniziano i trattamenti, migliori sono le chance di miglioramento e anche di guarigione completa.

sabato 26 febbraio 2022

#26 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

La verità abbatterà i muri della separazione e la bontà avrà la meglio.
Nuvola bianca

E’ il coraggio delle persone comuni a cambiare la storia.
Rosanna

Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero.
Richard

Tre semplici punti chiave: la verità, il perdono e l'amore. Con questi tre punti il mondo può guarire.
Miguel

Le coincidenze sono i miracoli in cui Dio vuole restare anonimo.
Doris

Non cercare la soluzione, trova l'equilibrio esso porterà la soluzione.
Vita

Questa è una guerra spirituale. Quindi, io non la guardo da un punto di vista terreno. Se non hai un'ancora spirituale sarai facilmente spazzato via dal vento e sarai portato alla depressione.
Denzel

L’uomo non troverà la pace interiore finché non imparerà ad estendere la propria compassione a tutti gli esseri viventi.
Albert

Vengo non so da dove, sono non so chi, muoio non so quando , vado non so dove, ...mi stupisco di essere lieto .
Karl

Se ci diamo la mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno.
Gianni

Solevano dire quei padri antichi, e lo tenevano per una verità molto chiara e certa che, quel che non si fa con gusto ed allegrezza non può durare molto tempo.
Doroteo

Ogni particella di mondo è innamorata e sta cercando chi amare.
Rumi

Siamo noi i sognatori del sogno. E quando impareremo a fare sogni d’amore vivremo nella gioia.
Nuvola bianca



#1  LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

https://attivissimavasto.blogspot.com/2019/04/la-coscienza-collettiva-vibra.html 

#2 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#3 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#4 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#6 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#7 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#8 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

#9 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!


#23 LA COSCIENZA COLLETTIVA VIBRA!

domenica 20 febbraio 2022

LA CAPITIS DEMINUTIO DALL'ANTICA ROMA A OGGI

 https://www.latigredicarta.it/2018/01/13/la-capitis-deminutio-dallantica-roma-oggi/

La capitis deminutio dall’antica Roma a oggi

Contrazione e ampliamento dei diritti

Siamo abituati alla visione di una società dinamica, in continua evoluzione, ricerca e perfezionamento. In tutto ciò si pensa che l’essere umano tenda a una maggiorazione infinita della propria figura e lo si può notare dal pletorico aumento dei cosiddetti nuovi diritti, che si stanno via via formando negli ultimi anni. A titolo d’esempio si pensi al diritto a un ambiente sano, alla bioetica e ai diritti derivanti dalle nuove tecnologie.

I diritti seguono una precisa tassonomia gerarchica, sono riconducibili all’ordine della collettività ovvero della soggettività. Più precisamente si nota come lo Zeitegeist dei nuovi diritti sia rivolto al piano collettivo – differentemente da quanto accadeva con il riconoscimento dei primi diritti, che viceversa riguardavano l’individuo (ad esempio il diritto alla vita, o alla libertà di pensiero e di culto).

Dunque si è passati da pochi diritti e prettamente individuali a una moltitudine di diritti su settori specifici e di valore collettivo. Non è più il singolo diritto che io cittadino posso vantare ad avere un lavoro, ma è il diritto che la collettività vanta ad un ambiente pulito, volto a beneficare tutti indistintamente.

*

Da questo quadro sembrerebbe che la proliferazione dei diritti sia una questione di mera evoluzione della società, quasi come un’equazione esponenziale. In realtà non è sempre stato così, i diritti come vengono ad aggiungersi gli uni agli altri possono anche essere eliminati o compressi.

Un’importante caratteristica del diritto in sé è che esso può essere ridotto o comunque modificato senza che tuttavia venga meno. Pensiamo alla costituzione di usufrutto sulla nostra proprietà, oppure banalmente a un acquisto in comproprietà con altri.

*

Altre volte invece non occorre nemmeno il nostro consenso affinché si abbia una riduzione dei nostri diritti. Questo era l’istituto della capitis deminutio conosciuto in epoca romana. La capitis deminutio è uno schema concettuale elaborato dai giuristi repubblicani e rivisto dai classici, utilizzato fino in epoca giustinianea. Consiste nella mutazione di un precedente status nella quale vengono a rompersi i precedenti vincoli con un gruppo.

Può essere di tre tipi: maxima, media, minima.

Si ha capitis deminutio maxima con la perdita dello stato di libertà (status libertatis), ovvero quando un libero diventava schiavo.

La media si ha quando veniva perso lo status civitatis, ossia l’appartenenza alla categoria dei cittadini romani. Ciò comportava una serie di conseguenze quali il non poter partecipare alle assemblee politiche di Roma, esenzioni fiscali e più in generale di non essere assoggettato ai privilegi dello ius civile (cioè il diritto dei cittadini). Quello di cittadino era un titolo anelato non solo per i vantaggi ma anche per il prestigio sociale che comportava[1]. Vari erano i modi per perdere questo privilegio: divenire schiavi, trasferirsi in colonie nuove, essere puniti con l’esilio; e ne era privato pure chi era stato condannato a morte e per scampare aveva preferito l’esilio. I liberi non cives infine erano chiamati peregrini e disponevano di un loro diritto (ius gentium), e ovviamente a loro erano negati i privilegi dello status di cittadino romano.

La capitis deminutio minima invece si concretizzava nella perdita dello status familiae come conseguenza del venir meno dei vincoli famigliari di agnatio. Si aveva con la arrogazione sotto la propria potestà di un cittadino libero, con l’adozione di un cittadino sotto potestà altrui, nonché quando una donna si sposava e passava sotto la potestà maritale o con l’emancipazione di un figlio. Questo istituto oggi sconosciuto aveva in realtà una grande importanza all’epoca, poiché tutti gli individui sottostanti all’unica patria potestas dell’unico pater familias erano sprovvisti di capacità giuridica e i loro figli ricadevano sotto la potestà diretta dell’avo.

*

Per i romani lo status d’appartenenza era di fondamentale importanza: si pensi che un testamento scritto prima dell’intervento della capitis deminutio sarebbe divenuto invalido assieme alla perdita dello status.

A sua volta poi erano ricollegati a essa altri effetti più o meno importanti; addirittura la si equiparava alla morte. Come l’usufrutto si estingue per morte, così esso veniva meno anche con la capitis deminutio.

Cosicché è bene tener conto che anche in epoca romana i diritti aumentavano e diminuivano. L’editto di Caracalla che estese la cittadinanza a tutti gli abitanti liberi dell’impero ad esempio può essere visto come un antesignano del trend espansivo dei diritti, ma tutto quello che abbiamo detto ci deve sempre portare a una profonda riflessione: nemmeno i più liberi cittadini romani erano esenti da riduzioni di status.

*

Questo racconto così romantico può avere risvolti anche guardando al presente. È palese che oggigiorno siamo tutti titolari del medesimo status di cittadini – anzi si sta discutendo se allargare le maglie della legge sull’ottenimento della cittadinanza – e proprio per questi motivi sembra che una capitis deminutio odierna sia impensabile. In realtà vi sono categorie di soggetti che ancor oggi subiscono forti limitazioni nei propri diritti.

*

La capitis deminutio del XXI secolo si può benissimo chiamare interdizione, inabilitazione amministrazione di sostegno.

L’interdizione è il provvedimento con il quale un individuo maggiorenne perde la capacità d’agire, quindi la capacità di compiere atti giuridici. Detta capacità, che secondo l’art. 2 del codice civile si acquista con la maggiore età, comporta una serie di poteri per l’individuo, quali ad esempio comprare un immobile. Interdizione e inabilitazione sono istituti di protezione legale[2] tramite i quali il giudice accerta una limitazione totale o parziale di detti poteri. Interdetto è colui che per infermità mentale viene equiparato al minore e cioè considerato incapace di agire.

L’inabilitazione invece è il provvedimento dato a causa di condizioni di incapacità non permanenti (per esempio l’alcolismo) oppure per handicap fisici (per esempio la cecità). La sua funzione è di comprimere la capacità di agire ma non annullarla del tutto, ed esso è pertanto un rimedio meno drastico dell’interdizione. L’individuo può quindi compiere atti di ordinaria amministrazione; se eccede l’ordinaria amministrazione l’atto sarà annullabile ex art. 427 c.c.

*

Un ennesimo esempio di compressione (anche se rivista ultimamente) dei diritti può ravvisarsi nella potestà genitoriale. È interessante il parallelismo con il diritto romano: da potere illimitato sui figli essa diventa oggi un ufficio di diritto privato, in quanto deve essere esercitata nell’interesse esclusivo del minore. È emblematica la recente riforma[3] con cui si è verificato un vero e proprio passaggio anche terminologico: oggi infatti il termine potestà è stato sostituito con responsabilità genitoriale.

*

È utile ricordare come l’I Ching, al suo esagramma 41 (La diminuzione, appunto), ci inviti a guardare molto più a fondo di quanto non stiamo già facendo. Non tutto ciò che è una riduzione è anche una perdita. L’esagramma rimanda a un ordine normativo e razionale, che speculativamente o teoreticamente racconta la riduzione come se fosse già iscritta ontologicamente nella natura. La visione a tratti deterministica dovrebbe quindi tranquillizzarci e infondere una mentalità panglossistica: da un lato il lago evapora, ma dall’altro sorge la montagna che era celata. Allo stesso tempo i diritti possono sorgere o comprimersi, ma solerte è l’avanzamento della tutela all’uomo; le riduzioni odierne non sono altro che maschere per un futuro migliore. La grande differenza con i tempi passati risiede proprio nella motivazione che sta dietro alle compressioni. Se un tempo erano dettate da utilità vanagloriose e di scarsa praticità, oggi invece il sistema è figlio del contratto di Rousseau; quando con una mano toglie lo fa unicamente per dare con l’altra, e la moneta con cui paga si chiama tutela.

In conclusione il grafico dei diritti è certamente crescente; l’I Ching sul punto sembra suggerire una riduzione logico-funzionale da cui possa scaturire un aumento; la riduzione non è fine a sé stessa ma subordinata all’avvenire. L’identificazione della riduzione come negatività deve essere scacciata da un pensiero apotropaico; questo artificio umano lascia quindi spazio a una classificazione benevola e tronfia della diminuzione, intesa come momento di preparazione per un qualcosa di magniloquente che sta per arrivare.

Note

[1] Si poteva acquisire per meriti (tramite il lavoro di anni a favore della città di Roma), per nascita se nati da padre cittadino con matrimonio legittimo o se nati da madre cittadina senza giusto matrimonio, per concessioni statali (si pensi a quella storica di Caracalla nel 212 d.C. rivolta a tutti gli abitanti liberi dell’impero), tramite senatoconsulto.

[2] L’interdizione si può anche avere come effetto di una condanna penale ai sensi dell’art. 32 del codice penale.

[3] D.lgs. 154/2013 che ha riscritto gli articoli art. 315 e ss. del codice civile.

di Michele Chierici

CAPITIS DEMINUTIO MAXIMA

 

           Capitis Deminutio Maxima

ISTITUZIONI di DIRITTO ROMANO 
Lo status giuridico
Capacità giuridica
Capacità di agire
Deminutio Capitis Maxima

La locuzione latina deminutio capitis, tradotta letteralmente, significa diminuzione (dei diritti) del capo.

Per gli antichi romani la deminutio capitis comportava un prioris status permutatio,  ossia un mutamento nel precedente status civile della persona. Cominciamo dall'etimologia della parola Caput, testa o capo, di cui Capitis è il genitivo singolare.
"Diminuzione del Capo" o sottrazione del capo....o de-capitazione.
Caput è anche la radice della parola latina Captivus, schiavo, persona ridotta in condizione di totale asservimento, un senza diritti. Gli schiavi portavano catene al collo, quindi la testa era controllata da chi ne deteneva sostanziale possesso, di fatto e fisicamente.

La capitis deminutio era di tre specie:

-    maxima,  quando una persona perdeva la libertà diventando schiavo, privo di qualsiasi capacità giuridica, per effetto della prigionia di guerra, secondo alla quale Gaio afferma che determina una quiescenza della patria potestas perché il padre, tornando dalla prigionia, riacquista il suo status;

-    media, quando il soggetto esce per volontà del padre dai cives , diventando latino o peregrino: è la perdita della cittadinanza da parte del pater e fa venire meno la potestà perché lo straniero non la può esercitare su cittadini romani. In questo caso l’ estinzione della patria potestas è paragonabile ad una rinuncia alla stessa, perché il divenire cittadino di un’altra città per il figlio è dipeso dalla volontà del pater;

-    minima, dovuta ad ogni mutamento della posizione familiare del soggetto, non necessariamente in peius, che lo rende estraneo alla famiglia originaria di appartenenza: è l’effetto dell’adrogatio che fa estinguere la potestas del pater adrogatus e la fa acquistare all’adrogator.

Nel Diritto Romano l'Adrogatio, posta in essere dall'Adrogator  era quello strumento giuridico, in latino tardo detto Arrogazione, termine utilizzato anche oggi, che consentiva ad un cittadino romano di assumere sotto la propria Potestas  un altro cittadino libero e consenziente. Quest'ultimo entrava a far parte della Familia, divenendone un caput, un membro, un Filius Familiae

l'Adrogator però, doveva essere Sui Iuris, ovvero doveva detenere pieni diritti di potestà, essere un uomo libero a tutti gli effetti, per poter assumere nella famiglia un nuovo membro. 

Lo Status Familiae

Perchè è importante parlare dello stato familiare, se si vuole capire la Capitis Deminutio?
Perchè lo status civitis non era solo una condizione della Persona-Cives Romanus, ma era soprattutto una posizione patrimoniale, indissolubilmente legata a ciò che il Cives possedeva, poteva o non poteva possedere e a ciò che sarebbe stato in grado di tramandare alla discendenza in forma di eredità.

 

Ad esempio, la patria potestas poteva estinguersi anche a causa di tre tipi di capitis deminutiones del pater o dei filii familias, salva la reintegrazione in caso di postliminium , ossia con il venir meno dello status personae , inteso non come soggetto singolo, bensì riferito al gruppo di persone dal quale il soggetto stesso esce, gruppo familiare che viene deminuita di un caput.

Ricordo qui il modo corrente di definire un elemento del gregge o della mandria. Un capo di bestiame.

Il postliminium o ius postliminii era un vecchio principio del diritto romano che consentiva ai prigionieri di guerra, di ritorno dopo la cattività, di rientrare in possesso di tutti i pieni diritti di Cives Romanus. Una sorta di premio per aver difeso l'Impero anche con la prigionia.

Lo Status Personae,  la Capacità Giuridica e la Capacità di Agire in atti e contratti.

Per stabilire lo status personae era necessario che l’individuo fosse

1) libero

2) cittadino romano e

3) pater familiae 

Questi tre requisiti erano la conditio sine qua non per l’attribuzione di capacità giuridica, derivante quindi dallo status nei confronti dello ius libertatis, dello ius civitatis e dello ius familiae:

solo chi possedeva i tre status aveva la capacità giuridica e quella di agire 

Infatti, come si sa, nell’ordinamento romano non tutti erano liberi, c'erano liberi, schiavi e liberti.
Non tutti i liberi erano cittadini romani, perché i liberi si distinguevano, per quanto riguarda la cittadinanza, in cives, latini e peregrini  ed infine, i cittadini romani non erano tutti patres familias, perché si distinguevano i Patres familias e i Filii familias, come abbiamo visto, sotto la potestà dell'Adrogator.

I figli minori nati dal matrimonio e naturali, usciti dall'età dell'infanzia, per essere considerati liberi dalla patria potestà, dovevano ottenere l'Emancipatio da parte del loro tutore, dal Pater Familiae. Solo in quel caso, da liberi, avrebbero avuto accesso all'eredità dopo la morte del genitore.


 

 

PE LA MAIELL !

PE LA MAIELL !
LA MIA MAIELLA : REGINA MAESTOSA DELLA MIA TERRA !!! URLA STOP scie chimiche!!! Vasto (CH) Abruzzo Italia Europa Mondo 14 gennaio 2014 ore 15.00